LA QUIETE PRIMA DELLA TEMPESTA

I preparativi sono terminati.

Ho scelto e raccolto tutta l'attrezzatura nel borsone da viaggio, grosso e robusto.
Ho imballato la bicicletta nella sua sacca, già provata in precedenti viaggi.

Ho perfezionato tutto ciò che potevo in termini di materiale necessario e sufficiente, di pianificazione delle tappe, dei recapiti e dei punti di interesse durante il viaggio.

Ho verificato e ricontrollato orari di bus e traghetti.

Per i più feticisti rendo disponibili:

Adesso mi concedo un weekend di stacco, e parto per il weekend lasciando tutto pronto.

Se ne riparla lunedì a partire dal primo pomeriggio.


AGGIORNAMENTO LUNEDI' 13, ORE 13.30:

Il weekend se n'è andato, e sono tornato a casa.
Sto impegnando la mente nell'esecuzione di piccoli task che mi consentono di non pensare più di tanto all'affare in cui mi sto imbarcando, per non cadere nel panico.
E' una sensazione a me già nota, e abbastanza conosciuta nel mondo del cicloviaggio, popolata di incubi di coincidenze saltate, bagagli dispersi, telai deformati, attrezzatura schiacciata o saccheggiata, imprevisti dietro l'angolo, e altre pinzillacchere del genere. Dura circa settantadue ore, pari a circa la durata dell'uragano nel quale scegli consapevolmente di infilarti da nudo, durante le quali sperimenti ogni genere di deriva sensoriale indotta dal viaggio e dal cambio di luogo. Se ne vanno a ramengo i ritmi circadiani e l'appetito, sei in tensione per cogliere ogni eventuale segno che la tua pianificazione si sta sgretolando sotto i colpi del destino cinico e baro, consulti compulsivamente l'orologio per misurare i tempi e le coincidenze, ripercorri passi passo tutta la scaletta, cerchi di non perdere contatto con te stesso. Una delle medicine più efficaci da assumere in questi casi è la bici: una volta giunto a destinazione, se è andato tutto bene, ti concedi l'ineffable piacere del rimontaggio, i pezzi del tuo personalissimo Meccano in scala naturale vanno tutti a posto, prendi le misure del posto in cui ti trovi, annusi l'aria (non è una metafora: io colgo molto del luogo in cui mi trovo dall'olfatto, grazie anche al mio gran bel nasone). L'apice arriva come inizi a pedalare: da qual momento in poi ti accorgi che qualsiasi preoccupazione è inconsistente, ma non perchè non vi sia nulla di cui preoccuparsi, semplicemente perchè nel novanta percento dei casi non ci puoi fare nulla se non affrontare gli eventi di minuto in minuto.
L'azione della pedalata agisce da potentissimo mantra, e non lo dico solamente io.
E allora provo già da adesso, a poco più di diciassette ore alla partenza, a fare tabula rasa, tanto tutto ciò che potevo prevedere l'ho già scritto e riguardato, ho dietro con me qualche stampa con le informazioni utili, e davanti a me una strada da percorrere, luoghi da vivere nel mio lento e silenzioso transito a pedali, rendendomi parte del panorama e non solamente suo spettatore.
Da questo istante lo spirito è di pura reazione agli eventi, vivendo tutto in diretta, e cercando di distillarne le parti interessanti su questo blog.
Mi aspetta un pomeriggio con una birra cerimoniale assieme al mio amico Luca, consigliere ciclistico e consulente informatico-logistico, oltrechè "remote response cell" geografica-viabilistica già sperimentata durante la Road-2-Atlantic di due anni fa per evitare un tunnel letale. Dopodichè, con qualche ora di sonno, mi trasferirò nottetempo a Malpensa per essere al checkin nonappena apre, e sistemare il megabagaglio con la bici dentro. Decollo previsto alle 06.40, arrivo alle 15.05, con scali a Francoforte e Stoccolma.

Gratitudine e amore infinito alla mia famiglia, a Sonia e ai miei figli, verso cui avverto il dovere di trasmettere tutto ciò per far loro comprendere quanto bello sia questo mondo, e quanto valga la pena viaggiare nonostante tutto. Avere una donna come Sonia accanto, e il suo impagabile supporto morale e spesso anche materiale in questa impresa, è la chiave di ogni successo: questo viaggio non avrebbe mai un significato, e comunque vada, il mio posto è accanto a lei, perchè i miei viaggi non sono mai fughe da qualcosa, ma sono viaggi per raccogliere qualcosa da portare e condividere a casa. Spero di riuscire a convincerla a partire tutti e quattro, un giorno, chissà. Sarebbe fantastico.

 Lofoten Arctic Randonnee 2018, si parte.

1 commento:

  1. Bella Luca, è arrivato il momento. Buon viaggio e buon divertimento. Dai che poi dal 1° ottobre ti aspetta la pianificazione del viaggio per l'Islanda. p.s. non vale fare copia e incolla :-)
    Giovanni

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