Beh, dài, sto ancora reggendo bene.
Ho un'ora di sonno ma riesco ancora a connettere.
Sono alla Malpensa, gate A07, in attesa dell'imbarco che avverrà tra un'ora e un quarto.
Per adesso è filato tutto liscio, il parcheggio, la navetta, la spedizione dei bagagli.
Unico inghippo è stato che durante il pagamento della bicicletta, l'addetta alla biglietteria è stata trattenuta al telefono col call center, per motivi poco chiari legati al fatto che l'ultimo tratto del viaggio avverrà con Scandinavian.
Sospetto fortemente che lo stesso teatrino si svolgerà al ritorno, ma tanto ho tutte le conferme scritte del caso e sarò in aeroporto dalla sera prima. Vedremo.
La sottile inquietudine impastata di stanchezza sta scemando, non vedo l'ora di abbandonarmi alla poltrona dell'aereo e perdere i sensi per un'oretta.
Era da un bel pezzo che non tiravo dritto senza sonno, spero di recuperare tra un volo e l'altro, altrimenti all'arrivo rischio di montare la bici al contrario....
PRONTI, PARTENZA, VIA
LA QUIETE PRIMA DELLA TEMPESTA
I preparativi sono terminati.
Ho scelto e raccolto tutta l'attrezzatura nel borsone da viaggio, grosso e robusto.
Ho imballato la bicicletta nella sua sacca, già provata in precedenti viaggi.
Ho verificato e ricontrollato orari di bus e traghetti.
Per i più feticisti rendo disponibili:
Adesso mi concedo un weekend di stacco, e parto per il weekend lasciando tutto pronto.
Se ne riparla lunedì a partire dal primo pomeriggio.
AGGIORNAMENTO LUNEDI' 13, ORE 13.30:
Il weekend se n'è andato, e sono tornato a casa.
Gratitudine e amore infinito alla mia famiglia, a Sonia e ai miei figli, verso cui avverto il dovere di trasmettere tutto ciò per far loro comprendere quanto bello sia questo mondo, e quanto valga la pena viaggiare nonostante tutto. Avere una donna come Sonia accanto, e il suo impagabile supporto morale e spesso anche materiale in questa impresa, è la chiave di ogni successo: questo viaggio non avrebbe mai un significato, e comunque vada, il mio posto è accanto a lei, perchè i miei viaggi non sono mai fughe da qualcosa, ma sono viaggi per raccogliere qualcosa da portare e condividere a casa. Spero di riuscire a convincerla a partire tutti e quattro, un giorno, chissà. Sarebbe fantastico.
Ho scelto e raccolto tutta l'attrezzatura nel borsone da viaggio, grosso e robusto.
Ho imballato la bicicletta nella sua sacca, già provata in precedenti viaggi.
Ho perfezionato tutto ciò che potevo in termini di materiale necessario e sufficiente, di pianificazione delle tappe, dei recapiti e dei punti di interesse durante il viaggio.
Ho verificato e ricontrollato orari di bus e traghetti.
Per i più feticisti rendo disponibili:
- l'elenco del materiale
- l'elenco delle tappe
- la pianificazione delle attività giornaliere (perchè certe cose rischi di perdertele per strada se capita di non essere lucido)
- la procedura per il rimontaggio della bici una volta arrivato a destinazione (come sopra)
- la traccia in formato GPX comprensiva di tutti i punti di interesse
Adesso mi concedo un weekend di stacco, e parto per il weekend lasciando tutto pronto.
Se ne riparla lunedì a partire dal primo pomeriggio.
AGGIORNAMENTO LUNEDI' 13, ORE 13.30:
Il weekend se n'è andato, e sono tornato a casa.
Sto impegnando la mente nell'esecuzione di piccoli task che mi consentono di non pensare più di tanto all'affare in cui mi sto imbarcando, per non cadere nel panico.
E' una sensazione a me già nota, e abbastanza conosciuta nel mondo del cicloviaggio, popolata di incubi di coincidenze saltate, bagagli dispersi, telai deformati, attrezzatura schiacciata o saccheggiata, imprevisti dietro l'angolo, e altre pinzillacchere del genere. Dura circa settantadue ore, pari a circa la durata dell'uragano nel quale scegli consapevolmente di infilarti da nudo, durante le quali sperimenti ogni genere di deriva sensoriale indotta dal viaggio e dal cambio di luogo. Se ne vanno a ramengo i ritmi circadiani e l'appetito, sei in tensione per cogliere ogni eventuale segno che la tua pianificazione si sta sgretolando sotto i colpi del destino cinico e baro, consulti compulsivamente l'orologio per misurare i tempi e le coincidenze, ripercorri passi passo tutta la scaletta, cerchi di non perdere contatto con te stesso. Una delle medicine più efficaci da assumere in questi casi è la bici: una volta giunto a destinazione, se è andato tutto bene, ti concedi l'ineffable piacere del rimontaggio, i pezzi del tuo personalissimo Meccano in scala naturale vanno tutti a posto, prendi le misure del posto in cui ti trovi, annusi l'aria (non è una metafora: io colgo molto del luogo in cui mi trovo dall'olfatto, grazie anche al mio gran bel nasone). L'apice arriva come inizi a pedalare: da qual momento in poi ti accorgi che qualsiasi preoccupazione è inconsistente, ma non perchè non vi sia nulla di cui preoccuparsi, semplicemente perchè nel novanta percento dei casi non ci puoi fare nulla se non affrontare gli eventi di minuto in minuto.
L'azione della pedalata agisce da potentissimo mantra, e non lo dico solamente io.
L'azione della pedalata agisce da potentissimo mantra, e non lo dico solamente io.
E allora provo già da adesso, a poco più di diciassette ore alla partenza, a fare tabula rasa, tanto tutto ciò che potevo prevedere l'ho già scritto e riguardato, ho dietro con me qualche stampa con le informazioni utili, e davanti a me una strada da percorrere, luoghi da vivere nel mio lento e silenzioso transito a pedali, rendendomi parte del panorama e non solamente suo spettatore.
Da questo istante lo spirito è di pura reazione agli eventi, vivendo tutto in diretta, e cercando di distillarne le parti interessanti su questo blog.
Mi aspetta un pomeriggio con una birra cerimoniale assieme al mio amico Luca, consigliere ciclistico e consulente informatico-logistico, oltrechè "remote response cell" geografica-viabilistica già sperimentata durante la Road-2-Atlantic di due anni fa per evitare un tunnel letale. Dopodichè, con qualche ora di sonno, mi trasferirò nottetempo a Malpensa per essere al checkin nonappena apre, e sistemare il megabagaglio con la bici dentro. Decollo previsto alle 06.40, arrivo alle 15.05, con scali a Francoforte e Stoccolma.
Mi aspetta un pomeriggio con una birra cerimoniale assieme al mio amico Luca, consigliere ciclistico e consulente informatico-logistico, oltrechè "remote response cell" geografica-viabilistica già sperimentata durante la Road-2-Atlantic di due anni fa per evitare un tunnel letale. Dopodichè, con qualche ora di sonno, mi trasferirò nottetempo a Malpensa per essere al checkin nonappena apre, e sistemare il megabagaglio con la bici dentro. Decollo previsto alle 06.40, arrivo alle 15.05, con scali a Francoforte e Stoccolma.
Gratitudine e amore infinito alla mia famiglia, a Sonia e ai miei figli, verso cui avverto il dovere di trasmettere tutto ciò per far loro comprendere quanto bello sia questo mondo, e quanto valga la pena viaggiare nonostante tutto. Avere una donna come Sonia accanto, e il suo impagabile supporto morale e spesso anche materiale in questa impresa, è la chiave di ogni successo: questo viaggio non avrebbe mai un significato, e comunque vada, il mio posto è accanto a lei, perchè i miei viaggi non sono mai fughe da qualcosa, ma sono viaggi per raccogliere qualcosa da portare e condividere a casa. Spero di riuscire a convincerla a partire tutti e quattro, un giorno, chissà. Sarebbe fantastico.
Lofoten Arctic Randonnee 2018, si parte.
ANCHE L'OCCHIO VUOLE LA SUA PARTE
Spigolando nelle mappe dei luoghi che visiterò, ho scoperto che passerò anche da località tenute sotto l'occhio vigile di alcune webcam, in particolare a Bodo.
E' un servizio fornito dal sito:
E' un servizio fornito dal sito:

Purtroppo non sono webcam che offrono lo stesso spettacolare servizio di ripresa televisiva in diretta come quella di Finse, queste scattano solamente le classiche foto temporizzate (circa tre ogni ora), ma potrei comunque adoperarmi per capitare là sotto per un tempo utile a farmi riprendere.
A questo proposito, le webcam offrono la possibilità di mostrare un filmato ricavato con i fotogrammi delle ultime 24 ore.
Qui di seguito ne indico la posizione, e approssimativamente la data e l'ora del mio passaggio (cliccarci sopra per aprire i link, il post e la mappa verranno aggiornati nelle prossime ore):
- Posizione: N67.28269, E14.37453
- Passaggio: mattina del 15.08.2018 - dal 27 al 29.08.2018
- Posizione: N67.2818, E14.3733
- Passaggio: mattina del 15.08.2018 - dal 27 al 29.08.2018
- Posizione: N67.96276, E13.15511
- Passaggio: a partire da metà pomeriggio del 15.08.2018
- Posizione: N68.01836, E13.17996
- Passaggio: a partire dal tardo pomeriggio del 15.08.2018
- Posizione: N68.26239, E14.2539
- Passaggio: a partire dal tardo pomeriggio del 16.08.2018
- Posizione: N68.58335, E15.00517
- Passaggio: a partire da metà pomeriggio del 19.08.2018
LA BICI ANAGRAMMATA, E ALTRE NOVITA'
Un piccolo passo per un ciclista, un balzo enorme per l'umanità.
Dopo avere disperso per tutto l'appartamento pezzi di attrezzatura, componenti e utensileria varia (ed il mio più commosso riconoscimento e gratitudine, una volta di più, va a Sonia che sopporta tutto questo stoicamente), da ieri è iniziato il momento Zen dell'imballaggio & impacchettamento.
Grazie alle antiche tecniche origami sono riuscito a smontare e fasciare solamente le parti più esposte della biga, con un risparmio stimato di parecchi nanosecondi per compiere poi l'operazione inversa.
Ho cercato di ingegnarmi quanto più possibile tra imbottiture (non molte), fascette (quelle sì, tantissime), per trovare quante più soluzioni di incastro magico, con lo scopo finale di minimizzare l'ingombro finale.
Mi sono quindi inventato di riassemblare con le fascette i due portapacchi, il cannotto reggisella, il gruppo cambio, il manubrio e i pedali, il tutto sfruttando gli spazi e i volumi interni del telaio. I punti di contatto tra le parti così riassemblate li ho protetti con imbottiture.
Ne ho ottenuto un ingombro "fuori tutto" di poco eccedente le misure del telaio "nudo", ovvero QUESTO:

Sul fronte della pianificazione, invece, dopo accurate ricerche sull'eccezionale sito dei trasporti della Contea del Nordland (https://177nordland.no/ac/travel-planner), ho trovato una linea di autobus che consente di sopravvivere allo Steigentunnel. Vedrò al momento cosa fare, l'idea di affrontare un tunnel di 8 km è al contempo terrificante e allettante, sa di sfida.
Ciò che segue invece lo sussurro a bassa voce....... ma sembrerebbe che per la prossima settimana si stia mettendo al bello..... quantomeno la prima settimana dovrebbe passare senza pioggia...... che di certo non mi uccide ma trasforma tutto in una palla.... però diciamolo a bassa voce....
QUANDO CALA IL POLVERONE
Dopo una salutare remise en forme, la biga è tornata a casa sua.
Nuova guarnitura, nuovo movimento centrale, nuovo nastro manubrio, registrazione cambio.
Ho inoltre allestito il flightdeck, con i supporti per il portacellulare, il Garmin Edge 820, e quello per il Garmin GSPMap 60 csx. Dovendo attraversare un pò di tunnel, mi sono anche attrezzato montando il faretto MagicShine sul portapacchi anteriore.
La prova su strada è andata egregiamente, il nuovo movimento centrale da 122 mm è appena percettibile nella postura della pedalata.
Nuova guarnitura, nuovo movimento centrale, nuovo nastro manubrio, registrazione cambio.
Con un paio di altri interventi in proprio, ho installato il portapacchi anteriore,la staffa porta oggetti al tubo reggisella, e una nuova luce al portapacchi posteriore (presa alla SdB):
Ho inoltre allestito il flightdeck, con i supporti per il portacellulare, il Garmin Edge 820, e quello per il Garmin GSPMap 60 csx. Dovendo attraversare un pò di tunnel, mi sono anche attrezzato montando il faretto MagicShine sul portapacchi anteriore.
Il risultato finale è più o meno questo:
La prova su strada è andata egregiamente, il nuovo movimento centrale da 122 mm è appena percettibile nella postura della pedalata.
Direi che ci siamo quasi.
Intanto continua la raccolta dell'attrezzatura, ed il tutto al momento di partire sarà contenuto in una borsa portabici, un borsone da viaggio molto capiente (entrambi in stiva), e uno zaino anch'esso molto capiente (bagaglio a mano).
CHI LASCIA LA VIA VECCHIA PER LA NUOVA.......
...... magari si diverte di più.
Nel frattempo mi sto attrezzando per i rimanenti tunnels, soprattutto uno, in una delle ultime tappe, mi fa paura: lo Steigentunnel. E' tra i 100 tunnels più lunghi del mondo, è stretto, e non è illuminato. Ma soprattutto, non è eludibile in nessun modo. Forse mi salvo perchè in quella regione il traffico è scarso. Quali dispositivi salvavita mi sto portando i miei fidi faretti MagicShine, anteriore e posteriore, uniti al gilet catarifrangente, e se mi gira anche a una madonnina di Lourdes e un rosario, ché non si sa mai potrebbero aiutare.
Nella mia indefessa opera di verifica dell'itinerario, degli orari dei mezzi pubblici, della lunghezza delle tappe, dei punti di appoggio, degli incroci, delle fotografie dei cartelli stradali, dei voti presi a scuola dal figlio del vicino di casa del titolare del campeggio, insomma, per costruirmi il mio noto "film" del viaggio, mi capita di confrontare il tracciato proiettandolo su mappe differenti: Google Maps, Google Earth, Google StreetView, Garmin BaseCamp e Garmin MapSource.
Ho quindi scoperto proprio oggi un paio di cose curiose, su cui ho totalmente sorvolato nei mesi scorsi. Esse cose sono:
- la terza tappa, che si caratterizzava per attraversare un gran numero di tunnels, anche di lunghezza rilevante (in un caso 6 km), può essere agilmente aggirata saltando su un traghetto diretto a nord, peraltro accedendo a una zona paesaggisticamente assai promettente;
- le Lofoten sono attraversate dal segmento norvegese della Ciclovia Europea 1, detta anche Eurovelo 1. Questa è tracciata selezionando le strade dal paesaggio migliore e insieme meno trafficate, e fa da guida utilissima per pianificare i cicloviaggi. Io avevo tracciato il mio quasi fregandomene di questo preziosissimo ausilio.
La conseguenza di queste scoperte è stata una rivisitazione delle tappe centrali (3-4-5) del viaggio, evitando interamente il tratto critico dei tunnels (che avrebbero interessato una lunghezza di 15 km su 30, praticamente un San Gottardo a rate). Si è aggiunto un traghetto verso Nord, così come si sono aggiunti molti km alle tappe, alcune delle quali adesso si aggirano tra i 100 e i 109 km al giorno. In questo sarò avvantaggiato dal fatto che le Lofoten praticamente non possiedono dislivelli altimetrici di rilievo sulle loro strade.
La mappa aggiornata, quindi è questa (la riporto dal post iniziale):
Nel frattempo mi sto attrezzando per i rimanenti tunnels, soprattutto uno, in una delle ultime tappe, mi fa paura: lo Steigentunnel. E' tra i 100 tunnels più lunghi del mondo, è stretto, e non è illuminato. Ma soprattutto, non è eludibile in nessun modo. Forse mi salvo perchè in quella regione il traffico è scarso. Quali dispositivi salvavita mi sto portando i miei fidi faretti MagicShine, anteriore e posteriore, uniti al gilet catarifrangente, e se mi gira anche a una madonnina di Lourdes e un rosario, ché non si sa mai potrebbero aiutare.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)











