... e con questa sono tre.
Ancora non mi spiego l'attrattiva magnetica che la Norvegia esercita su di me, nonostante i molti tentativi di fornire un resoconto dei viaggi e dei panorami mozzafiato che - al di là di una certa occasionale ripetitività - non saziano mai.
E allora per la mia terza e (forse, ma chissà) ultima volta nella Terra dei Vichinghi ho scelto un territorio atipico per la stessa geografia di quel Paese: le Isole Lofoten.
Una collana di isole nella Contea di Nordland, caratterizzate da picchi rocciosi anche scoscesi, che a settentrione del Circolo Polare Artico si protendono da est verso ovest, verso la piattaforma continentale, fermandosi poco prima che questa sprofondi nei gelidi fondali dell'Oceano Atlantico nordorientale, che a seconda delle mappe in quella regione prende il nome di Mar di Norvegia oppure Mar Glaciale Artico. La Corrente del Golfo, che giunge sino qua per estinguersi dopo avere camminato per mezzo globo, cede a queste isole un ultimo alito di calore prima di inabissarsi sotto l'Artico e iniziare sott'acqua il percorso di ritorno. Ciò rende le Lofoten un'enclave climatica inusuale per la latitudine a cui si trova. Infatti anche in inverno raramente qui si soffrono le temperature dell'entroterra norvegese, e tra le attività economiche locali vi è anche l'agricoltura (a nord del Circolo Polare Artico, ricordiamolo).
Le Lofoten sono una mèta turistica nazionale norvegese, ricchissima di offerte. C'è solamente l'imbarazzo della scelta tra:
Anche stavolta la scelta del periodo è frutto di uno studio delle statistiche climatiche della regione, gentilmente offerte dal solito Istituto Norvegese di Meteorologia e Climatologia Yr.no. Certo, non sto parlando di temperature mediterranee, però avere 24/26°C a 67° gradi di latitudine Nord è una gran cosa. Confido solamente in una ragionevole piovosità. Nel momento in cui sto scrivendo, in Scandinavia è in atto un'emergenza per il caldo, la siccità e gli incendi boschivi....
Ad ogni buon conto, l'itinerario che ho disegnato è il seguente:
Al termine saranno tra i 650 e i 700 km, per un periodo totale di 16 giorni, di cui pedalati effettivamente prevedo circa dodici/tredici.
Essendo una mèta turistica nazionale, ho scelto di intervallare la parte ciclistica con giorni di sosta per musei e, in un caso, un giorno di trekking sulla principale altura sovrastante Svolvaer. Prevedo anche di visitare alcune delle numerose installazioni militari, e se riuscirò a convincere la guida locale (a fine Agosto saremo fuori stagione) di ritorno a Bodø vorrò anche visitare in gommone il Saltstraumen, la corrente di marea più potente del mondo.
Quanto alla preparazione del viaggio e all'attrezzatura, cambia poco rispetto al precedente Norway Route-2-Atlantic del 2016. Uniche novità saranno un saccoletto adeguato alle temperature notturne, che stando alle statistiche meteo potrebbero scendere sino ai 5°C. A questo scopo ho scelto il Ferrino Lightec 1100, sintetico e ultraleggero:
e un aggiornamento della meccanica della bicicletta, sostituendo la precedente guarnitura anteriore FSA, ormai pesantemente usurata, con una fiammante Shimano Acera FC M361-FC, stesse corone 48-38-28 ma pedivelle più leggere:
Dalla pagina principale di questo blog, come nel precedente viaggio del 2016, sarà possibile seguire su una mappa l'andamento giornaliero delle tappe grazie a Youposition, e con un post via l'altro aggiornerò il diario di viaggio.
Ora, però, comincia il cammino di preparazione alla partenza.
Le Lofoten sono una mèta turistica nazionale norvegese, ricchissima di offerte. C'è solamente l'imbarazzo della scelta tra:
- camp&fish;
- safari fotografici per osservare i cetacei, principalmente orche marine e balene;
- trekking sulla dorsale montuosa che ne punteggia il panorama;
- musei di ogni genere e tipo sulla vita e tradizioni locali;
- fortezze e postazioni militari risalenti alla 2GM (le Lofoten furono un aspro campo di battaglia, sia terrestre che navale);
Anche stavolta la scelta del periodo è frutto di uno studio delle statistiche climatiche della regione, gentilmente offerte dal solito Istituto Norvegese di Meteorologia e Climatologia Yr.no. Certo, non sto parlando di temperature mediterranee, però avere 24/26°C a 67° gradi di latitudine Nord è una gran cosa. Confido solamente in una ragionevole piovosità. Nel momento in cui sto scrivendo, in Scandinavia è in atto un'emergenza per il caldo, la siccità e gli incendi boschivi....
Ad ogni buon conto, l'itinerario che ho disegnato è il seguente:
Al termine saranno tra i 650 e i 700 km, per un periodo totale di 16 giorni, di cui pedalati effettivamente prevedo circa dodici/tredici.
Essendo una mèta turistica nazionale, ho scelto di intervallare la parte ciclistica con giorni di sosta per musei e, in un caso, un giorno di trekking sulla principale altura sovrastante Svolvaer. Prevedo anche di visitare alcune delle numerose installazioni militari, e se riuscirò a convincere la guida locale (a fine Agosto saremo fuori stagione) di ritorno a Bodø vorrò anche visitare in gommone il Saltstraumen, la corrente di marea più potente del mondo.
Quanto alla preparazione del viaggio e all'attrezzatura, cambia poco rispetto al precedente Norway Route-2-Atlantic del 2016. Uniche novità saranno un saccoletto adeguato alle temperature notturne, che stando alle statistiche meteo potrebbero scendere sino ai 5°C. A questo scopo ho scelto il Ferrino Lightec 1100, sintetico e ultraleggero:
e un aggiornamento della meccanica della bicicletta, sostituendo la precedente guarnitura anteriore FSA, ormai pesantemente usurata, con una fiammante Shimano Acera FC M361-FC, stesse corone 48-38-28 ma pedivelle più leggere:
Dalla pagina principale di questo blog, come nel precedente viaggio del 2016, sarà possibile seguire su una mappa l'andamento giornaliero delle tappe grazie a Youposition, e con un post via l'altro aggiornerò il diario di viaggio.
Ora, però, comincia il cammino di preparazione alla partenza.
Buona lettura, e buon viaggio!!!!


Leggerò volentieri i tuoi aggiornamenti. Sarà come essere li :-)
RispondiEliminaGiovanni